10 Giu Innovare la formazione in sanità: il potenziale delle carte Dixit nel pensiero visuale
Innovating healthcare training: the potential of Dixit cards in visual thinking
INTRODUZIONE
Il contributo delle discipline umanistiche è diventato sempre più influente nella formazione in ambito sanitario. Si richiamano spesso i principi pedagogici caratteristici delle scienze dell’educazione per progettare interventi formativi che stimolino il dialogo, la discussione e la consapevolezza tra i partecipanti. In risposta poi al bisogno di concettualizzare le trasformazioni nei contesti di apprendimento e anche nei contenuti didattici vengono ampiamente suggerite, dalla cultura visuale, strategie interpretative fluide che utilizzano le immagini (Marone & Navarra, 2023). Si arricchisce così il campo della formazione con l’uso di strumenti iconografici, come le sequenze video, per le attività formative in aula o a distanza con l’obiettivo di stimolare la riflessione, la capacità di collegare idee e concetti, la narrazione di sé o dei propri punti di vista. La diffusione iconografica ha dunque trasformato profondamente i processi di insegnamento-apprendimento condizionando la formazione professionale (Reilly, Ring & Duke, 2005). L’uso di dispositivi tecnologici a supporto della formazione ha generato nuove esperienze formative corredate da linguaggio visivo, finalizzate a promuovere connessioni tra argomenti, nozioni o conoscenze. A tal proposito nella formazione in sanità è ormai consolidato l’uso di rappresentare gli argomenti per immagini mediante l’implementazione di strumenti visivi per la fruizione di diapositive o di contenuti in unità brevi e focalizzate, le cosiddette pillole formative (Lochner, 2017). Gli studi sul pensiero visuale, a partire dai lavori pionieristici di Paivio (1991), hanno confermato l’utilità di trasmettere idee complesse elaborando iconicamente contenuti come grafici, diagrammi e disegni col fine di sostenere la costruzione di nuove prospettive, modelli e schemi interpretativi di dati, situazioni o contesti di intervento (Bardes, Gillers & Herman, 2001). A partire da una stimolazione visiva, ad esempio, è possibile riflettere su risorse, qualità, dinamiche, relazioni, risposte più o meno funzionali ai contesti e conoscere opinioni e pareri in un ambiente ludico e creativo. La strategia visuale mediata dall’uso di immagini simboliche promuove, quindi, lo sviluppo di capacità di negoziare e dedurre significato dalle informazioni presentate incoraggiando la condivisione di osservazioni, l’ascolto reciproco e il rispetto dei diversi sguardi anche nell’ottica della corresponsabilità formativa tra pari (Wetzel, Rodden & Benford, 2017). Alcune illustrazioni, ad esempio, presenti in carte o giochi di società assumono il ruolo di facilitatore per l’espressione individuale dei partecipanti agevolando il dialogo e il confronto su immagini non strutturate appartenenti al linguaggio simbolico. Spostare la posizione di ragionamento dal pensiero creativo, suggerito dalle carte-gioco, al pensiero logico, sul tema target dell’incontro, consente, di conseguenza, l’espressione di un’opinione maggiormente comprensibile ai co-partecipanti in quanto accoglie più adeguatamente i punti di vista degli altri.
DESCRIZIONE DEL PROGETTO
La proposta ha preso spunto da un’indagine, promossa nell’anno 2022, che ha permesso di raccogliere, attraverso un questionario on-line, i bisogni formativi interni ed espliciti, percepiti da un gruppo di operatori sanitari. La ricerca aveva mirato a sondare quanto gli operatori, impegnati con minori ricoverati per scompenso psichico nei reparti, percepissero la necessità di una formazione volta al fornire loro specifiche competenze cognitive e relazionali, utili alla gestione dell’utenza giovanile caratterizzata da fragilità ed acuto scompenso psichico. L’evento realizzato a Settembre 2023 ha proposto agli operatori sanitari e sociosanitari coinvolti, un approfondimento utile al perfezionamento della propria conoscenza, capacità professionale, competenza relazionale e comunicativa per svolgere un intervento sempre più preciso e puntuale di presa in carico e di cura di utenti adolescenti con disagio psichico. Tale metodologia ha consentito una dinamica espansiva delle logiche tradizionali di apprendimento in quanto ha valorizzato il focus sulla persona, ha garantito la continuità formativa mix method e ha promosso coinvolgimento e interazione. Gli obiettivi specifici hanno riguardato il potenziamento delle abilità autoregolative e la presa di consapevolezza delle proprie risorse relazionali ed emotive. Nell’ottica delle ricadute personali ed organizzative del percorso si è scelto di integrare gli sguardi di professionisti differenti al fine di adattare e rendere più efficaci gli interventi sui diversi livelli di integrazione (con l’utenza, con i colleghi, con gli altri servizi coinvolti, con le agenzie educative come famiglia e scuola).
METODI E STRUMENTI
Il percorso si è articolato in due edizioni da tre ore ciascuna rivolte a due gruppi di partecipanti afferenti ai Presidi dell’ASST Valtellina e dell’Alto Lario. L’evento, come da normativa regionale, è stato accreditato con premialità per l’uso di metodologie didattiche interattive in piccolo gruppo (numero dei partecipanti inferiore a 25). La metodologia formativa blended ha combinato la modalità tradizionale frontale in aula (residenziale) e l’apprendimento e-learning di contenuti formativi multimediali (formazione a distanza). Tale pratica formativa ha previsto una sessione asincrona della durata di un’ora e un incontro in presenza della durata di due ore. Il materiale per la didattica e-learning è stato costituito da un video realizzato ad hoc con il contributo di specialisti interni all’azienda, tra psichiatri, psicoterapeuti ed educatori professionali, che hanno curato i contenuti in forma di pillole formative sulle tematiche inerenti alla gestione di utenti adolescenti. L’impiego, nella formazione online, di contenuti multimediali fruibili in pochi minuti garantisce un alto potere comunicativo e agevola la fruizione degli argomenti in maniera fluida, chiara e rigorosa. Il video, collage degli interventi dei professionisti coinvolti (Tabella 1), è stato preceduto e seguito da un test di valutazione delle conoscenze ex-ante ed ex-post il contributo formativo. Il fine è stato quello, da un lato, di coinvolgere la partecipazione attiva dei soggetti iscritti all’evento e, dall’altro, monitorare il processo di insegnamento-apprendimento proposto in fase asincrona. In fase residenziale, è stata condotta un’attività di warming up (20 minuti) propedeutica alla sperimentazione delle visual thinking strategies mediante le carte Dixit. È stato, infatti, richiesto ai partecipanti, attraverso il simbolo di una sagoma consegnata a coppie, di ripensare alle realtà che gravitano attorno agli adolescenti al fine di riflettere successivamente in plenaria sulle corresponsabilità delle figure professionali in équipe. A seguire è stata presentata la versione di espansione delle carte Dixit: uno strumento composto da 84 raffigurazioni in edizione Memories di immagini evocative create da Carine Hinder e Jérôme Pélissier nel 2008. In sessione circle time di circa 40 minuti alla presenza del formatore è stato chiesto ai partecipanti di riflettere sul proprio ruolo e di riconoscere le emozioni e i sentimenti esperiti a fronte della gestione integrata di pazienti adolescenti con disagio psichico. In considerazione di ciò è stato quindi chiesto di scegliere una delle carte poste al centro del cerchio e che rappresentasse al meglio il proprio stato d’animo nella condizione precedentemente esposta in consegna. A turno ognuno ha trovato liberamente spazio di parola per esprimere e spiegare la propria scelta, narrando quanto di sé proiettato nelle immagini e apponendo su un post-it alla lavagna una parola rappresentativa del proprio pensiero.
RISULTATI
Hanno preso parte al percorso formativo 18 soggetti tra professionisti sanitari e non sanitari impegnati nella gestione dell’adolescente con scompenso psichico. L’età media degli operatori è di 48.7 (SD: 9.35; range 29-61) distribuiti tra educatori professionali, infermieri, psicologi e operatori sociosanitari provenienti dai Dipartimenti Materno infantile, di Salute mentale e delle Dipendenze e di Emergenza e Urgenza. L’età media di esperienza lavorativa è di 14.1 anni (SD:10.7; range: 2-33). I partecipanti hanno esplorato in maniera guidata il proprio vissuto interiore, aiutati a raggiungere una migliore autoconsapevolezza del ruolo di membro di un’équipe integrata. Sono emerse emozioni complesse ed intense come il disagio a fronte dell’inesperienza, la reticenza alla condivisione della fatica o l’imbarazzo di mettere in discussione prassi dettate da scelte dell’ingroup. L’esperienza emotiva latente dei partecipanti è emersa gradualmente mediante la narrazione dei significati diretti delle immagini. Le carte hanno anche giocato il ruolo di catalizzatore creativo in quanto è stato possibile unire le diverse letture dei partecipanti sulla medesima carta nella prospettiva di una costruzione di empatia finalizzata a mettere in ascolto le singolari percezioni di ognuno. Le riflessioni condivise infatti hanno incoraggiato nuove prospettive e strategie per far fronte alla gestione in équipe. Il linguaggio specifico delle diverse professionalità è stato espresso mediante l’universalità delle immagini connotando il momento formativo come inclusivo e accessibile. Sono stati, quindi, registrati gli esiti del percorso nei diversi momenti formativi. In fase asincrona è stato somministrato un pre-test sulle conoscenze pregresse in tema di gestione dell’adolescente critico e un post-test in esito alla fruizione dei contenuti proposti dal video online. Il confronto fra quanto emerso prima e dopo la visione dei contenuti multimediali sostanziano l’evidenza di una riuscita formativa sui temi oggetto della proposta. I risultati al post-test mostrano una percentuale di risposte corrette maggiore del pre-test con un incremento percentuale (δ) di quasi il 10% (Tabella 2).

Pertanto, in esito alla fruizione della formazione a distanza i partecipanti hanno raggiunto livelli maggiori di conoscenze utili al confronto successivo in modalità residenziale.
In presenza e al termine dell’intero percorso formativo è stata prevista una prova di valutazione sotto forma di analisi di un caso che ha consentito il riscontro di quanto appreso e condiviso come prassi tra gli operatori. Tutti i partecipanti hanno raggiunto il cut-off previsto per il superamento della prova, attestando così il proprio percorso. Ai partecipanti è stato chiesto in risposta all’analisi del caso: di proporre gli obiettivi di lavoro ipotizzabili; di individuare le risorse/potenzialità presenti nella situazione consegnata in termini di fattori protettivi e di rischio; l’individuazione della figura più adatta a svolgere la funzione di case-manager e le motivazioni di tale ipotesi. I criteri per la valutazione della prova, identificati in sede di progettazione dell’evento, sono stati: a) pertinenza rispetto alla consegna data; b) coerenza con gli apprendimenti acquisiti dal corso; c) capacità di considerare il sistema nelle sue articolazioni con gli apporti dei professionisti. Con la conclusione dell’evento formativo i partecipanti a rispetto delle regole di accreditamento hanno espresso in anonimo il proprio gradimento qualificando positivamente la scelta formativa blended, la qualità dei contenuti formativi in pillole, la condivisione in piccolo gruppo e le attività di riflessione in plenaria mediante il linguaggio per immagini.
CONCLUSIONI
Mediante l’uso delle immagini è stato possibile facilitare la comunicazione e l’accesso emotivo incoraggiando i partecipanti ad interpretare le immagini in modo personale. Obiettivo del percorso è stato quello di condividere esperienze, esplorare sentimenti e pensieri nonché costruire prospettive di cambiamento. Utilizzando le carte come punto di partenza per la discussione, si è scelto di esplorare il tema della rappresentazione di sé nel ruolo di membro dell’équipe di lavoro nella presa in carico dell’adolescente con vulnerabilità. La suddivisione dei contenuti formativi in brevi contributi ha risposto al bisogno soggettivo di gestione del tempo e ha agito sulla memoria a breve termine dei partecipanti evitando il sovraccarico cognitivo (Finestrone, Limone, & Peconio, 2023). Il micro-learning ha coniugato così la condizione di interattività (semplicità ed immediatezza) con il coinvolgimento e la motivazione garantendo un’efficacia nella realizzazione del proprio iter formativo. Il multimedia learning (Issa, et al. 2002) ha utilizzato infatti i video in quanto oggetti multimediali che includono parole, immagini e suoni e che stimolano il recupero di preconoscenze, la costruzione di schemi e l’attivazione emotiva che esercita una regolazione del carico cognitivo (Sweller, 2023). Il bilancio delle ricadute della formazione sui processi di apprendimento organizzativo spinge il sistema a mettere in atto nuove strategie che valorizzano visioni alternative rispetto a quelle dominanti e, soprattutto, promuovono la sperimentazione di innovazioni tecniche ed organizzative (De Vercelli, 2018).
Nell’ottica dell’impatto che l’intervento formativo svolto ha sugli stakeholder, il progetto ha previsto, a distanza di almeno sei mesi successivi al termine, la valutazione di follow-up sia degli apprendimenti individuali, definiti dall’acquisizione di cognizione ed esperienza che completano le conoscenze pratiche, sia degli atteggiamenti professionali di messa in atto di nuovi comportamenti e modalità operative. Il risultato atteso come esito dello specifico percorso formativo intende rafforzare l’acquisizione di reciproco riconoscimento dei ruoli e delle responsabilità specialistiche dei diversi professionisti coinvolti col fine di sviluppare competenze di gestione integrata nella presa in carico dell’utente con disagio psichico.
BIBLIOGRAFIA
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