11 Giu Giochi senza batteri, un progetto educativo di scambio intergenerazionale
Games without bacteria, an inter-generational exchange educational project

Foto n. 1 – Gioco delle mollette
Parole chiave
Anziani, bambini, igiene, lavaggio mani, prevenzione delle malattie, scambio intergenerazionale.
Key words
Children, disease prevention, elders, hand-washing, hygiene, inter-generational exchange.
INQUADRAMENTO GENERALE
Con il termine “scambio intergenerazionale” si intende un processo comunicativo, educativo, relazionale, che accomuna due differenti generazioni, nel caso specifico del progetto, anziani e bambini, che ha la finalità di arricchire le esperienze di ognuno attraverso scambi emotivi ed esperienziali. I due mondi, apparentemente distanti, nella realtà lo sono molto meno e, lo scambio, arricchisce entrambi racchiudendo gli attimi in un unico mondo “magico” (Campbell, Whear et al., 2023 Feb 16, Nurse24, 2019).
Come riferito da numerosi articoli sul tema dell’inter-generazionalità, affiancare bambini ed anziani giova ad entrambe le generazioni perché i primi, sviluppano positività acquisendo esperienza e apprendendo le evoluzioni della vita e dell’invecchiamento, i secondi migliorano l’autostima riducendo lo stress e la depressione legati fondamentalmente all’isolamento sociale (BJF, 2009 , Campbell, Whear et al., 2023 Feb 16). Il terreno su cui si sviluppano i progetti di scambio nascono fondamentalmente da necessità di cambiamento socio-demografico e socio-relazionale, dove le due generazioni partecipano a sviluppare processi di empowerment comunitario per migliorare la qualità della vita di ognuno (Oggionni, 2014).
Sebbene nella realtà dei fatti, mettere insieme le due generazioni non sia sempre impresa facile, i programmi di scambio nascono sin dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso soprattutto negli Stati Uniti, in risposta a cambiamenti socio- culturali propri di quegli anni. In Italia solo recentemente si prendono in considerazione progetti strutturati mentre, la popolazione americana, con il progetto “Adotta un nonno” già nel 1963 affiancava le due generazioni per percorsi di reciproco scambio, puntando in particolare sul superamento di situazioni di disagio che entrambe le generazioni iniziavano ad affrontare come, bassa autostima, abbandono scolastico, abuso di sostanze, isolamento (Manna, 2022). I progetti intergenerazionali hanno così assunto una veste utile per affrontare queste questioni, acquisendo così una certa forza dal punto di vista sociale. Alla luce di questa nuova consapevolezza, i progetti di scambio hanno preso avvio anche per gli aspetti sanitari e di welfare e, proprio in questi ambiti, anche in Italia hanno iniziato a trovare spazio. Sulla spinta del modello americano, anche l’Unione europea ha avviato progetti legati all’inter-generazionalità e nel 2009 ha promosso la prima giornata legata alla solidarietà e alla cooperazione tra generazioni, avente la finalità di ridurre le distanze tra le due generazioni e migliorare la qualità della vita di entrambe. Da allora, ogni anno, la giornata viene celebrata come impegno inteso a promuovere una società equa e sostenibile (CNDAIA, 2023).
CONTESTUALIZZAZIONE DELL’ESPERIENZA
Nell’ambito di un progetto più ampio, ha preso avvio lo scorso anno un’esperienza sviluppata da ASST Rhodense nei Centri Estivi per minori del Comune di Garbagnate Milanese, in cui è stata promossa, tra i bambini, l’importanza del lavaggio delle mani nelle azioni di vita quotidiana. Lo scopo dell’iniziativa è stato quello di trasmettere l’importanza del lavaggio delle mani attraverso differenti giochi sostenendo il ruolo dell’Infermiere nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie (Tinti, Cappuccio et al., 2023).
Una seconda esperienza estiva, per l’ASST Rhodense, tenutasi quest’anno e in continuità con la precedente, ha coniugato due realtà apparentemente antitetiche, il mondo dell’anziano istituzionalizzato e il bambino, iscritto al Centro Estivo comunale di Garbagnate Milanese, cittadina dell’hinterland milanese. ASST Rhodense, ambito socio sanitario territoriale di Regione Lombardia accoglie, tra le attività clinico assistenziali, anche una struttura residenziale per anziani (RSA), storica per il territorio di riferimento sin dal secolo scorso per la città di Garbagnate Milanese, la “Sandro Pertini”. Gli ospiti della Residenza Sanitaria “Sandro Pertini” e i bambini della Scuola Primaria “Karol Wojtila” del comune di Garbagnate Milanese, frequentanti il Centro Estivo, si sono incontrati nei giorni 23 e 24 luglio 2024, guidati dagli educatori delle rispettive Istituzioni, dagli infermieri dell’ASST Rhodense e dagli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica sede di Rho dell’Università degli Studi di Milano, con la presenza del Direttore di Sezione e del Tutor Professionale. La finalità del Progetto, prima esperienza così strutturata per ASST Rhodense, è stata di stimolare uno scambio intergenerazionale sul tema della Prevenzione delle malattie, impattante su entrambe le generazioni, attraverso un evento denominato “Giochi senza batteri”. Lo slogan, ideato dagli studenti del Corso di Laurea citato, che strizza l’occhio ad un celebre palinsesto televisivo vincente di molti anni fa, ha lo scopo di promuovere l’igiene delle mani e la prevenzione delle malattie infettive attraverso attività ludiche, accomunate dall’univoco obiettivo di partecipazione da parte dei bambini e degli ospiti, favorendo così la socializzazione intergenerazionale con particolare attenzione alle relazioni e stimolare il più possibile l’attività fisica.
OBIETTIVO
Per raggiungere la finalità proposta di promuovere l’igiene delle mani e la prevenzione delle malattie infettive attraverso attività ludiche, favorendo così la socializzazione intergenerazionale con particolare attenzione alle relazioni e stimolare il più possibile l’attività fisica, il progetto si prefigge di raggiungere obiettivi intermedi, centrati maggiormente sull’esercizio fisico e sulla relazione intergenerazionale, e un obiettivo finale, più generale, legato al concetto di Promozione della salute nella logica preventiva.
RISULTATI
“Giochi senza batteri” è stato sviluppato secondo un preciso cronoprogramma organizzativo e autorizzativo come sotto riportato in Tabella 1. L’approccio identificato per il progetto è di tipo “PARTECIPATIVO” poiché basato sulla disponibilità e sulla collaborazione degli interessati che, a vario titolo e per le singole competenze istituzionali, hanno acquisito il benestare a procedere con le attività ludiche che sono state proposte. Alle attività hanno partecipato 28 ospiti identificati dai professionisti della RSA che ne hanno valutato le capacità cognitive (i medesimi in entrambe le giornate di attività) e 90 bambini della Scuola Primaria “Karol Wojtila” del comune di Garbagnate Milanese, ovvero 45 bambini per ciascuna data proposta.

Questa esperienza, dunque fondata sull’inter-generational practice, consente di riunire persone differenti per genere, in attività, nello specifico del progetto legate alla promozione della salute e prevenzione delle malattie attraverso il corretto lavaggio delle mani, che hanno un reciproco vantaggio, avendo la finalità di promuovere comprensione e rispetto tra generazioni e costruire coesione. La collaborazione è dunque inclusiva e si basa su un approccio relazionale ed emozionale funzionale allo sviluppo e al benessere della comunità, valorizzando il contributo che ciascuna generazione rende disponibile (BJF, 2009 , Campbell, Whear et al., 2023 Feb 16).
Nello specifico, ogni singola giornata, dopo le opportune presentazioni agli ospiti e ai bambini da parte degli operatori che hanno animato le attività, per facilitare la reciproca conoscenza e creare un setting, ha previsto una prima illustrazione pratica della modalità di igiene delle mani e la richiesta di replicare la tecnica, utilizzando la soluzione antisettica alcolica da parte di ciascun partecipante.
Gli ospiti sono poi stati suddivisi in 4 file poste frontalmente alle 4 squadre di bambini a delimitare il perimetro della stanza, in modo da consentire una globale e reciproca visione e hanno preso avvio le attività core dell’esperienza, di seguito rappresentate:
Gioco delle “MOLLETTE” in cui vengono coinvolti solo gli ospiti: l’attività è finalizzata al richiamo della modalità di trasmissione dei microrganismi e a stimolare il più possibile l’attività fisica.
Iniziando dall’ospite a capo della fila, il gioco consiste nel prendere le mollette decorate con immagini di microrganismi e attaccate preventivamente al camice di un primo operatore e, attraverso il passaggio di mano in mano tra tutti gli ospiti della stessa fila, posizionarle al camice del secondo operatore, posto all’estremo della stessa fila. Il gioco, nella sua sana competizione, viene vinto dalla squadra che prima termina il passaggio di tutte le mollette, compiendo il movimento come indicato all’inizio dell’attività (Foto n. 1).
Gioco “PESCA I BATTERI” in cui vengono coinvolti ospiti e bambini: l’attività prevede una interazione finalizzata al compimento di un gesto manuale “fine” da parte dell’anziano e all’interazione tra i due gruppi. Il gioco consiste nella pesca di figurine calamitate che rappresentano i microrganismi, distribuite a terra davanti a ciascuna squadra, attraverso una canna, tenuta in mano dall’ospite, deputata alla “cattura” dei germi rappresentati sulle figurine. I bambini hanno l’importante ruolo di aiutare a direzionare il raggio d’azione della canna e mettere da parte i microorganismi catturati. Il gioco viene vinto dalla squadra che prima pesca tutti i microrganismi posti a terra (Foto n. 2 e n. 3).

Foto n. 2 – Gioco “Pesca i batteri”

Foto n. 3 – Gioco “Pesca i batteri”
Canzone “SE VUOI STAR BENE, TU LO SAI, LAVA LE MANI” ovvero rappresentazione mimata con gesti semplici e facilmente riproducibili di un testo musicale a tema igiene delle mani e del corpo con il coinvolgimento di ospiti e bambini. Lo scopo dell’attività è sensibilizzare l’importanza dell’igiene attraverso il canto e stimolare l’attività fisica nell’anziano attraverso il mimo.
Un momento unico per questa esperienza è stato rappresentato dalla riproduzione teatrale di una scenetta relativa al tema dei “pidocchi”, mimata dagli operatori sanitari e dagli studenti di Infermieristica. Lo scopo della rappresentazione era quello di descrivere, in forma semplice e spiritosa, una possibile situazione reale. L’idea della rappresentazione trae spunto dal testo illustrato per bambini “Anna ha i pidocchi” (Amant, 2015) (Foto n. 4).

Foto n. 4 – Riproduzione di una scenetta relativa al tema dei “pidocchi”
Gli operatori sanitari e gli studenti di Infermieristica hanno interpretato i vari personaggi del racconto in cui la piccola protagonista, Anna, si ritrova ad affrontare la spiacevole esperienza della pediculosi mentre sta giocando con il suo amico Leo; verrà prontamente aiutata dalla sua mamma che la rassicura e le insegna l’importanza della condivisione e della prevenzione, nell’ottica della tutela della salute comunitaria.
Attraverso la trama curata dagli operatori sanitari sulla diffusione delle parassitosi, problema di Salute Pubblica importante nelle comunità, con l’utilizzo di un linguaggio divertente ma scientifico, adatto all’età dei bambini e alle capacità cognitive degli ospiti, la recita ha facilitato la trasmissione di alcune importanti informazioni, utili a gestire la veicolazione dei pidocchi e a sfatare alcune “false credenze”, spesso ritenute erroneamente, reali, soprattutto proprio dalla generazione degli ospiti (Foto n. 5).

Foto n. 5 – Trasmissione delle informazioni
La conclusione delle giornate è stata poi una sorta di apoteosi dello scambio intergenerazionale, ai bambini è stato consegnato il diploma nominale “Esperto in igiene delle mani”, il personale della RSA è stato omaggiato di segnalibri a tema di igiene delle mani, mentre agli ospiti sono state regalate dai bambini, delle saponette profumate a ricordo della giornata (Foto n. 6 e n. 7)


Foto 6 e 7 – Saponette profumate a ricordo della giornata regalate dai bambini agli ospiti
Tutte le attività proposte sono state disegnate con una progettualità definita “ex ante”, ovvero concertata perché potesse essere misurata nella sua ricaduta. La Tabella n. 2 schematizza in sintesi obiettivi e indicatori relativi attesi con la realizzazione del Progetto. L’esito degli indicatori a seguito della realizzazione del Progetto “Giochi senza batteri” è riportato nella Tabella 3.
CONCLUSIONI
Bambini ed ospiti aiutati da educatori, operatori sanitari e studenti di Infermieristica, hanno partecipato in maniera attiva, curiosa e divertente ai giochi proposti. Gli ospiti hanno eseguito i giochi al meglio delle possibilità dei loro movimenti e, in caso di difficoltà, sono stati attivamente aiutati dai bambini attenti e disponibili. Questa affermazione conforta quello che viene riferito in letteratura relativamente all’interazione tra generazioni dove, anziani e bambini stabiliscono connessioni personali a beneficio di tutte le parti. Inoltre gli anziani, attraverso l’esperienza acquisita possono trasmettere ai bambini decenni di saggezza, con pazienza e disponibilità, saggezza che può essere uno stimolo di crescita per i bambini più piccoli. Questa esigenza di crescita e, per quanto concerne l’obiettivo ultimo del progetto, ovvero arrivare a concludere i giochi in una sorta di sfida a squadre, viene assunta favorevolmente e benevolmente dagli anziani, che appunto, si sono prestati ai giochi e hanno accolto totalmente la presenza dei bambini, come momento unico.
La canzone dedicata al lavaggio mani ha coinvolto con movimenti ritmici, tutti i presenti creando interazioni in un clima festoso. Da subito si è instaurata una buona relazione tra ospiti e bambini con manifestazioni di aiuto, di affetto e di commozione da parte degli ospiti. A chiusura delle attività, i bambini guidati dagli educatori, hanno proposto dei balli di gruppo creando una atmosfera di festa che ha coinvolto la maggior parte dei presenti. L’esperienza intergenerazionale si è conclusa con la consegna di diplomi disegnati con l’aiuto dei bambini agli organizzatori dell’esperienza come ringraziamento per il momento di condivisione. Inoltre gli ospiti sono stati omaggiati di saponette profumate e segnalibri a ricordo della giornata. Tutti i partecipanti hanno manifestato gratitudine ed emozioni positive, con la richiesta, da parte degli ospiti, di replicare iniziative simili. Anche gli educatori del Centro Estivo a cui afferiscono le scuole cittadine hanno espresso la disponibilità di mantenere iniziative analoghe in futuro, riconoscendo la relazione costruttiva creatasi. Ecco che la magia dell’incontro si realizza (Campbell, Whear et al., 2023 Feb 16, Nurse24, 2019), i bambini sono proiettati in una futura esperienza e gli anziani attendono con impazienza la “prossima volta” (Foto n. 8 e n. 9).

Foto n. 8 – Manifestazione di gratitudine ed emozioni positive da parte dei bambini verso gli ospiti

Foto n. 9 – Manifestazione di gratitudine ed emozioni positive da parte dei bambini verso gli ospiti

