28 Apr “L’intestino delle meraviglie” di Claudia Borzacchiello. Quando un libro può cambiare il modo di “lasciar andare”
The Wondrous Gut by Claudia Borzacchiello. When a book can change the way you let go

Dopo essermi imbattuta, per puro caso perché in cerca di altro in libreria, e colpita dal colore e dall’immagine stampata in copertina, mi sovviene questa immagine:
Il nostro intestino è come un giardino segreto, che spesso, troppo spesso calpestiamo senza curarcene, dimenticando che è proprio lì che affondano le radici del nostro benessere.
La collega Claudia Borzacchiello nel suo testo, che voglio considerare come un ponte tra la scienza e l’ascolto, ci invita a riprendere in mano la bussola per orientarci in questo labirinto affascinante, trattando l’argomento “tabù” della cacca con una naturalezza disarmante.
Claudia ha, a mio giudizio, reso questo libro “prezioso” per il suo equilibro: da un lato il linguaggio tecnico e rigoroso, utilissimo per chi studia infermieristica (io lo proporrei come testo per studiare anatomia e fisiologia in corso di laurea), dall’altro una chiarezza espositiva che parla a tutti.
La collega Claudia Borzacchiello descrive il nostro corpo come una macchina della verità perfetta: ogni sintomo, dal gonfiore alla stitichezza, non è un fastidio da zittire con un farmaco, ma un messaggio scritto con inchiostro invisibile che attende solo di essere letto, ascoltato.
Leggere questo libro, mi ha fatto riflettere moltissimo che questo “altro cervello” non è un silenzioso tubo di scarico, (a volte non proprio troppo silenzioso), ma un laboratorio pulsante e vivo e a tratti anche arrabbiatissimo perché inascoltato. Un mondo dove miliardi di batteri non si limitano a esistere, ma collaborano in una frenetica coreografia vitale. Se l’acqua ristagna o se le correnti fisiologiche si bloccano, l’intero ecosistema salta.
Ribadisco che dovrebbe essere assunto a libro di testo, perché questo libro ci fa ragionare che è necessario smettere di trattare la nostra pancia come un inquilino rumoroso da zittire e a iniziarlo a trattare con il rispetto che si merita. È un invito a passare dal ‘gestire un problema’ al diventare i custodi consapevoli di una macchina perfetta che, finalmente, ha trovato qualcuno capace di tradurre la sua lingua.