07 Gen Copertura sanitaria universale: una promessa che passa anche dagli infermieri
Universal Health Coverage: a promise that also depends on nurses

Il 12 dicembre si è celebrata la Giornata mondiale della Copertura Sanitaria Universale, istituita dalle Nazioni Unite nel 2017 per richiamare governi, istituzioni e professionisti sanitari a un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario: garantire a tutte le persone l’accesso ai servizi sanitari essenziali, di qualità, senza difficoltà economiche.
Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la copertura sanitaria universale (Universal Health Coverage, UHC) si fonda su due pilastri inscindibili: la disponibilità effettiva dei servizi sanitari lungo tutto il continuum di cura – dalla prevenzione alla riabilitazione – e la protezione finanziaria, affinché il bisogno di salute
non si trasformi in impoverimento.
Negli ultimi vent’anni, e in particolare nel contesto europeo, i sistemi sanitari hanno compiuto progressi significativi in termini di accesso e qualità delle cure. Tuttavia, nell’ultimo decennio sono emerse nuove criticità. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, le disuguaglianze socioeconomiche e territoriali e il crescente ricorso alla spesa sanitaria diretta hanno rallentato il cammino verso una copertura realmente universale. Anche in Europa, dove i livelli medi di assistenza restano elevati, persistono fenomeni di rinuncia alle cure, liste d’attesa prolungate e fragilità nell’assistenza territoriale.
In questo scenario complesso, il contributo della professione infermieristica è strategico. Gli infermieri operano in tutti i livelli del sistema sanitario e rappresentano un punto di connessione essenziale tra prevenzione, assistenza e continuità delle cure. Dalla promozione della salute alla gestione della cronicità, dall’assistenza domiciliare alla presa in carico delle persone fragili, la pratica infermieristica contribuisce concretamente a rendere l’UHC un obiettivo praticabile e sostenibile.
Rafforzare la copertura sanitaria universale significa, inevitabilmente, investire sulle competenze infermieristiche, valorizzarne l’autonomia professionale e riconoscerne il ruolo nella pianificazione dei servizi. Senza infermieri adeguatamente formati, presenti e messi nelle condizioni di agire, la copertura sanitaria universale rischia di restare una dichiarazione di principio.
Per chi esercita la professione infermieristica, questa giornata non è solo una ricorrenza simbolica, ma un richiamo identitario: la copertura sanitaria universale passa anche, e soprattutto, dal lavoro quotidiano degli infermieri, ovunque essi operino e per ogni persona assistita.
Elisa Crotti