12 Giu Scuola e diabete: strategie educative e promozione del self-care. Una revisione della letteratura
School and diabetes: educational strategies and promotion of self-care. A review of the literature

ABSTRACT
Introduzione
Il diabete mellito rappresenta una delle condizioni croniche più diffuse nell’infanzia. L’aumento del numero di casi all’interno delle scuole sottolinea l’importanza di una gestione adeguata della malattia. Gli infermieri scolastici operano con una pratica basata sull’etica e sull’evidenza, collegando assistenza sanitaria ed istruzione e promuovendo un approccio centrato sullo studente. In molti paesi europei, l’infermiere scolastico è sempre più riconosciuto come una figura fondamentale, in Italia tale professione rimane poco diffusa, nonostante siano state sperimentate alcune iniziative locali.
Obiettivi
Esaminare l’efficacia delle strategie di educazione terapeutica e promozione del self-care fornite da infermieri all’interno delle scuole verso gli studenti affetti da diabete mellito, al fine di valutare l’impatto sulla promozione della salute e sulla qualità di vita.
Metodi
È stata condotta una revisione narrativa della letteratura, impostando la domanda di ricerca attraverso la metodologia P.I.O. Sono state consultate le banche dati di CINAHL, ERIC, Embase, Pubmed, PsycINFO e Scopus, compresi gli studi pubblicati dal 2018 al 2023.
Risultati
Seguendo il processo di selezione PRISMA, dai 658 articoli, sono stati analizzati per titolo, abstract e testo 352 articoli. Otto articoli sono stati inclusi nella revisione della letteratura.
Conclusioni
Il supporto infermieristico nel contesto scolastico è fondamentale per favorire la socializzazione tra compagni e per contribuire al raggiungimento di risultati scolastici ottimali. Gli interventi infermieristici di educazione terapeutica hanno portato risultati positivi sia sulla salute sia sul corretto stile di vita. Risultati importanti anche verso i genitori, i compagni ed il personale scolastico.
Parole chiave
Diabete mellito, infermiere scolastico, educazione sanitaria, autocura, scuola.
Introduction
Diabetes mellitus is one of the most common chronic conditions in childhood. The increase in the number of cases within schools underlines the importance of appropriate management of the disease. School nurses operate an ethical and evidence-based practice, linking health care and education and promoting a student-centred approach. In many European countries, the school nurse is increasingly recognised as a key figure. In Italy this profession remains little widespread despite some local initiatives.
Aim
The aim of this review is to examine the effectiveness of therapeutic education and self-care promotion strategies provided by school nurses towards students with diabetes mellitus in order to assess the impact on health promotion and quality of life.
Methods
A narrative literature review was conducted, setting the research question through P.I.O. methodology, Databases from CINAHL, ERIC, Embase, Pubmed, PsycINFO and Scopus were consulted, including studies published from 2018 to 2023.
Results
A total of 658 articles were identified in the study. Following the PRISMA selection process 352 articles were analyzed by title, abstract, and full text. Eight articles were included in the literature review.
Conclusion
Nursing support in the school setting was found to be crucial in fostering socialisation among peers and contributing to optimal academic achievement. Nursing interventions in therapeutic education brought positive results on both health and lifestyle of the students. Positive results were also found with parents, peers and school staff, where support and education contributed to a favourable school environment.
Keywords
Diabetes mellitus, self care, health education, school nursing, schools.
INTRODUZIONE
Il diabete mellito rappresenta una delle condizioni croniche più diffuse nell’infanzia (Olinder et al., 2022). In Italia, la prevalenza del diabete mellito di tipo 1 tra i bambini e gli adolescenti dai 0 ai 19 anni è del 13,7%. Il numero di bambini e adolescenti affetti da diabete mellito continua a crescere, vi sono oltre 1,2 milioni di bambini e adolescenti (0-21 anni) affetti da diabete mellito di tipo 1 nel mondo e un’incidenza annuale stimata tra i 108.200 fino ai 18 anni e i 149.500 casi fino a 21 anni (Almeida, Tavares & Pereira, 2023; Chiang et al., 2018).
L’esordio precoce del diabete mellito in giovane età aumenta il rischio di complicanze lungo tutto l’arco della vita rispetto all’insorgenza in età avanzata, richiedendo cure mediche più intense, con peggioramento della qualità della vita e incremento del rischio di morte prematura (Sundberg et al., 2017).
In giovane età i sintomi iniziali del diabete mellito possono essere vaghi e difficili da distinguere da altre patologie fino a quando la malattia non progredisce fino alla chetoacidosi diabetica, una condizione pericolosa caratterizzata da elevate concentrazioni di corpi chetonici nel sangue, glicemia elevata e bassi livelli di insulina (Chiang et al., 2018; Hamilton et al., 2017; Nevo-Shenker, Phillip, Nimri & Shalitin, 2020).
Questa condizione, che colpisce circa il 25% dei bambini al momento della diagnosi, può avere gravi conseguenze, soprattutto nei bambini più piccoli (Chiang et al., 2018; Hamilton et al., 2017; Nevo-Shenker et al., 2020).
Rilevare i sintomi può essere difficile nei bambini piccoli, rappresentando una sfida per gli operatori sanitari e costituendo una delle principali barriere al raggiungimento di un controllo glicemico ottimale, con possibili impatti negativi sulla salute emotiva dei giovani pazienti e degli operatori sanitari stessi (ElSayed et al., 2023; Nevo-Shenker et al., 2020; Sundberg et al., 2017).
È importante educare le famiglie sulle abitudini alimentari sane e sull’importanza dell’attività fisica regolare, oltre a fornire un’adeguata formazione sulla gestione del diabete mellito, sottolineando l’importanza di un’educazione adeguata sin dalla giovane età per una gestione autonoma efficace del diabete mellito nell’adolescenza e nell’età adulta (ElSayed et al., 2023; Sundberg et al., 2017).
L’aumento del numero di bambini e adolescenti affetti da diabete mellito che frequentano la scuola sottolinea l’importanza di una gestione adeguata della malattia per garantire risultati glicemici ottimali e ridurre il rischio di complicanze (ElSayed et al., 2023; March et al., 2020; Olinder et al., 2022).
Le caratteristiche del diabete mellito variano tra bambini molto piccoli e adolescenti più grandi (Nevo-Shenker et al., 2020). Nei bambini piccoli, la gestione può essere affrontata con educazione e attenzione (Chiang et al., 2018), ma i giovani adolescenti tendono a mostrare una scarsa autogestione quando la responsabilità dei compiti di cura viene trasferita completamente a loro (Almeida et al., 2023; ElSayed et al., 2023).
È importante implementare programmi di preparazione alla transizione per i giovani, iniziando dalla prima adolescenza e rivalutandoli periodicamente per adattarsi al loro sviluppo e crescente autonomia nella gestione del diabete mellito (ElSayed et al., 2023). Gli adolescenti spesso desiderano che la loro condizione scompaia per conformarsi a un’immagine di normalità, ma questo atteggiamento può compromettere la corretta gestione del diabete mellito e creare una percezione negativa della propria condizione (Christie, 2019).

È fondamentale adottare un approccio multidisciplinare che coinvolga infermieri, insegnanti, coetanei e famiglie per ridurre lo stigma e promuovere un atteggiamento positivo verso il diabete mellito, migliorando il controllo metabolico e la qualità di vita (Almeida et al., 2023; Christie, 2019; Deeb, Aklé, Ozairi & Cameron, 2018; Ergun-Longmire et al., 2021; Sundberg et al., 2017).
La definizione adottata nel febbraio 2017 dalla National Association of School Nurses (NASN) sottolinea il ruolo essenziale dell’infermiere scolastico nella protezione e promozione della salute degli studenti, facilitando il loro sviluppo ottimale e il successo accademico (Marcadelli & Soverini, 2016; Terzoni, Destrebecq, Di Prisco & Ferrara, 2021).
Gli infermieri scolastici operano con una pratica basata sull’etica e sull’evidenza, collegando assistenza sanitaria e istruzione, coordinando l’assistenza e promuovendo un approccio centrato sullo studente (Marcadelli et al., 2016; Terzoni et al; 2021). In molti paesi europei, l’infermiere scolastico è sempre più riconosciuto come una figura fondamentale, ma in Italia tale professione rimane poco diffusa, nonostante siano state sperimentate alcune iniziative locali (Terzoni et al., 2021).
Il progetto “La scuola promotrice di salute”, promosso dal nucleo consociazione nazionale associazioni infermieri (CNAI) in quattro Istituti Superiori di Ravenna, ha introdotto la presenza degli infermieri scolastici nelle scuole per migliorare la comunicazione tra giovani e servizi socio-sanitari, affrontando tematiche quali la salute sessuale, la prevenzione delle dipendenze, gli atti di violenza, la salute mentale, l’alimentazione e l’indagine dei problemi di salute degli studenti (Marcadelli et al., 2016; Terzoni et al., 2021).
L’infermiere scolastico svolge un ruolo nel promuovere la salute e sicurezza degli studenti, intervenendo su problemi attuali e potenziali e sviluppando capacità di adattamento e autogestione. Inoltre, si occupa della sorveglianza, della gestione delle malattie croniche e delle emergenze, della valutazione comportamentale e degli interventi di educazione sanitaria per garantire la continuità della frequenza scolastica (Terzoni et al., 2021).
Nel 2018 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI) e Federazione Diabete Giovanile per garantire l’assistenza ai bambini diabetici nelle scuole (Terzoni et al., 2021). Il Decreto-legge n. 34 del 9 maggio 2020 ha introdotto la figura dell’infermiere di famiglia, incaricato di potenziare l’assistenza sanitaria sul territorio con compiti come monitorare lo stato di salute dei pazienti, fornire
assistenza domiciliare, educare sulla salute e coordinare le cure. Questo professionista riveste un ruolo fondamentale nel garantire un’assistenza sanitaria completa e di alta qualità, collaborando attivamente con i pazienti e le loro famiglie per migliorare il loro benessere complessivo (Marcadelli et al., 2016; Terzoni et al., 2021).
Secondo la National Association of School Nurses (NASN), ogni bambino dovrebbe avere accesso a un infermiere qualificato a tempo pieno durante l’orario scolastico per migliorare la salute e il benessere, favorendo così il rendimento e la frequenza scolastica degli studenti. Gli infermieri di comunità scolastica svolgono un ruolo fondamentale nel collegare scuola, istituzioni sanitarie, famiglie e comunità per migliorare la salute e il benessere dei bambini e dei giovani (Marcadelli et al., 2016; Terzoni et al., 2021)
Nella conduzione delle giornate i bambini trascorrono la maggior parte del loro tempo a scuola, lontano dalla supervisione dei genitori, ed è quindi fondamentale la presenza di figure qualificate in grado di assistere e sorvegliare gli studenti (ElSayed et al., 2023; March et al., 2020; Olinder et al., 2022; Terzoni et al; 2021). Questo contribuisce a creare un ambiente scolastico sicuro e a migliorare la qualità di vita, il rendimento scolastico e la salute degli studenti riducendo così il rischio di complicanze correlate al diabete mellito (Almeida et al., 2023; Ergun-Longmire et al., 2021; Hamilton et al., 2017; Lawrence et al., 2022; March et al., 2020; Olinder et al., 2022; Sundberg et al., 2017).
OBIETTIVO
Lo scopo di questa revisione narrativa della letteratura è quello di esaminare l’efficacia delle strategie di educazione terapeutica e di promozione del self-care fornite da infermieri scolastici per bambini e adolescenti affetti da diabete mellito che frequentano un istituto scolastico, al fine di valutare il loro impatto sulla promozione della salute e sulla qualità di vita.
METODI
Disegno di studio e strategia di ricerca
È stata eseguita una revisione narrativa della letteratura mediante la consultazione di banche dati biomediche. Per condurre questa revisione narrativa della letteratura, è stato necessario formulare un quesito di ricerca riguardante le strategie infermieristiche adatte ai contesti scolastici per l’educazione e la promozione del self-care nei bambini e negli adolescenti affetti da diabete mellito.
Al fine di formulare una valida strategia di ricerca e per un’efficace interrogazione delle banche dati biomediche, è stato sviluppato un quesito di ricerca attraverso il metodo P.I.O., che indica le tre variabili Population, Intervention e Outcome (Lazzari, Salvini, Patella, Ausili & Di Mauro, 2015). Successivamente, si riporta la tabella contenente il quesito di ricerca (Tabella 1, riportata sul sito www.italianjournalofnursing.it)).
La ricerca, nella fase specifica della formulazione delle stringhe e consultazione delle banche dati è stata condotta nel mese di Dicembre 2023. Sono state consultate le Banche Dati Biomediche CINAHL, ERIC, Embase, Pubmed, PsycINFO e Scopus formulando ed individuando stringhe specifiche di ricerca mediante la combinazione di
mesh-terms (MESH) con termini liberi e parole chiave pertinenti come: diabete mellito, infermiere scolastico, educazione sanitaria, self-care, scuola, studente.
Successivamente, i termini identificati sono stati combinati tra loro all’interno delle Banche Dati Biomediche utilizzando gli operatori booleani AND e OR. Si presentano due esempi di formulazione delle stringhe effettuate all’interno delle tabelle sotto riportate (Tabella 2 e 3 riportate sul sito www.italianjournalofnursing.it).
Gli studi reperiti sono stati selezionati secondo criteri di inclusione e di esclusione:
Criteri di inclusione:
- Studi pubblicati da 10 anni.
- Studi che arruolino bambini e adolescenti di età 0-18 anni affetti da diabete mellito che frequentano un istituto scolastico
- Studi che implichino l’intervento assistenziale da parte di un infermiere
- Studi disponibili in free full-text
- Studi pubblicati in lingua inglese o italiana
Criteri di esclusione:
- Studi il cui PIO non soddisfi il quesito di ricerca
- Studi che arruolino solo insegnanti e genitori
- Studi con impossibilità di reperire il free full-text
SELEZIONE STUDI E PROCESSO DI RACCOLTA DATI
La selezione degli studi all’interno della revisione è stata condotta utilizzando il PRISMA Flowchart del 2020 (Page et al., 2021). Attraverso l’utilizzo del programma Rayyan, sono stati eliminati i duplicati di tutti gli studi reperiti dalle diverse banche dati e sono stati selezionati gli articoli da includere nella revisione narrativa della letteratura. (Roth, 2022).
Gli studi inclusi in questa revisione sono stati presentati attraverso tavole sinottiche, dalle quali si sono potuti estrapolare i principali dati: disegno dello studio, obiettivo, campione, metodi/strumenti, risultati, conclusioni e bias/limiti.
Le analisi delle critical appraisal sono state effettuate attraverso:
- la “JBI Critical Appraisal Checklist for Qualitative Research” del 2020 utilizzata per valutare il rigore metodologico degli articoli qualitativi (JBI, 2020a).
- la “JBI Critical Appraisal Checklist for Quasi-Experimental Studies” del 2020 impiegata per valutare il rigore metodologico degli articoli quasi sperimentali (JBI, 2020b).
- la checklist “STROBE Statement” del 2008 utilizzata per la valutazione degli studi osservazionali (Von Elm, Altman, Egger, Pocock, Gøtzsche & Vandenbroucke, 2008).
RISULTATI
Attraverso il processo di interrogazione delle Banche Dati sono stati identificati complessivamente 658 articoli. Nello specifico, sono stati individuati 126 articoli su CINAHL, 157 articoli su Scopus, 36 articoli su ERIC, 14 articoli su PsycINFO, 154 articoli su Embase e 171 articoli su Pubmed.
Il processo di selezione è stato condotto seguendo la metodologia PRISMA (Page et al., 2021), rappresentato attraverso il diagramma di flusso (Figura 1), avente lo scopo di illustrare il processo di selezione dei record effettuato durante le diverse fasi della revisione. Pertanto, dagli articoli selezionati, sono stati eliminati i 306 articoli duplicati presenti in più banche dati, ottenendo così un totale di 352 articoli da analizzare. Dalla lettura del titolo degli articoli inclusi, 69 record sono stati eliminati, in quanto non ritenuti pertinenti all’argomento della ricerca.
A seguire sono stati letti gli abstract dei 283 articoli rimanenti, escludendone 264, per la mancata coerenza con i criteri di inclusione dello studio. Altri 5 articoli sono stati esclusi per l’impossibilità di reperire il free full text. Sono stati esaminati i full-text di 14 articoli, di cui 6 sono stati esclusi per outcome non pertinente. Sono stati quindi inclusi un totale di 8 articoli che rispondevano al quesito di ricerca dello studio. I risultati ottenuti riguardano pubblicazioni nel periodo compreso tra il 2018 e il 2023.
DISCUSSIONE E CONCLUSIONE
Dall’analisi dei dati raccolti emerge l’importanza del ruolo dell’infermiere scolastico nella gestione del diabete mellito tra i bambini e gli adolescenti. Valutando i risultati è possibile individuare i diversi ambiti in cui l’infermiere scolastico possa svolgere un ruolo fondamentale nell’educazione e nella gestione del diabete mellito in ambito scolastico. Le tematiche emergenti risultano essere: l’educazione verso l’alimentazione, l’attività fisica e la gestione dello stress legati al diabete mellito. Queste tematiche risultano fondamentali per la prevenzione e la gestione del diabete mellito nei bambini e negli adolescenti (Best et al., 2021; Geria & Beitz, 2018; Mourão, Sedlmaier, Pires & Borges, 2023; Wilt, 2021).
Il supporto infermieristico nel contesto scolastico è risultato fondamentale per favorire la socializzazione tra compagni e per contribuire al raggiungimento di risultati scolastici ottimali risultando a loro volta fondamentali nell’autorealizzazione dei bambini e degli adolescenti affetti da questa condizione (Best et al., 2021; Mourão et al., 2023). A supporto dell’importanza della socializzazione, dell’autorealizzazione e della gestione da parte dei bambini e degli adolescenti di un corretto stile di vita ritroviamo lo studio di Beran (2014) che indica come il non soddisfare i bisogni di appartenenza, stima e autorealizzazione porti a uno scarso benessere sociale e a problemi di salute.
Le metodologie adottate risultano essere differenti in base ad obiettivo ed età dei partecipanti. Sono state presentate attività come l’utilizzo di spettacoli interattivi, giochi dinamici di tipo “vero-falso” (Mourão et al., 2023), programmi educativi di gruppo, consulenza individuale o di gruppo (Best et al., 2021; Wilt, 2021). Inoltre, sono state proposte strategie di gestione specifica basate sulla supervisione della somministrazione di insulina e sul monitoraggio della glicemia (Wilt, 2021), in aggiunta all’implementazione di un programma di prevenzione del diabete mellito( con esempi di alimenti adatti all’età e suggerimenti per l’attività fisica), attuato anche con i compagni di classe sani con miglioramenti significativi delle competenze e coinvolgimento dei compagni malati nelle attività in aula (Geria et al., 2018).
I miglioramenti osservati includono un aumento dell’autoefficacia per un’alimentazione sana (Geria et al., 2018) e per l’attività fisica (Geria et al., 2018), una maggiore conoscenza e una migliore selezione di alimenti salutari (Geria et al., 2018; Mourão et al., 2023; Wilt, 2021).Invece, rispetto alla gestione individuale, è stata riscontrata una miglior autoefficacia con scelta e adattamento delle dosi di insulina in relazione ai pasti o all’attività fisica (Best et al., 2021; Mourão et al., 2023; Wilt, 2021) ed una maggiore comprensione del corretto conteggio dei carboidrati (Best et al., 2021). Gli studi analizzati mostrano quanto il ruolo dell’infermiere scolastico sia fondamentale nel migliorare la gestione del diabete mellito e le conoscenze riguardanti uno stile di vita sano tra bambini e adolescenti. Dai dati analizzati e presentati in Tabella 4 (riportata sul sito www.italianjournalofnursing.it) emerge che l’utilizzo di diverse strategie educative porti a significativi miglioramenti negli outcome di gestione e nelle conoscenze degli studenti.
Si rilevano esperienze, presentate all’interno della Tabella 5 (riportata sul sito www.italianjournalofnursing.it), dove l’aumento del numero di infermieri scolastici impiegati a tempo pieno nel corso degli anni, hanno portato ad un miglioramento del rapporto infermieri/studenti, evidenziando l’importanza crescente di questa figura nelle scuole (Best et al., 2021; Wilt, 2021).
Nella Tabella 6 (riportata sul sito www.italianjournalofnursing.it) vengono presentati i benefici derivanti dal ruolo educativo infermieristico. Si riscontra come i genitori abbiano mostrato un apprezzamento significativo per la presenza dell’infermiere scolastico, considerandola estremamente utile nella gestione della salute dei loro figli (Wilt, 2022). Emerge come le istruzioni e i supporti forniti dall’infermiere scolastico abbiano portato a miglioramenti notevoli nei punteggi di risultato Nursing Outcomes Classification (NOC) relativi alla somministrazione corretta dell’insulina, alla gestione dietetica e al monitoraggio della glicemia nel sangue (Nombela-Franco et al., 2023; Wilt, 2021). Inoltre, l’infermiere scolastico ha fornito indicazioni pratiche e consulenza sanitaria, contribuendo significativamente all’educazione degli studenti sul diabete mellito e al miglioramento delle loro abilità di autogestione (Best et al., 2021; Geria et al., 2018). La presenza dell’infermiere scolastico ha quindi aumentato la sicurezza e la soddisfazione dei genitori riguardo alla gestione della malattia dei loro figli. (Nombela-Franco et al., 2023; Wilt, 2022).
Gli interventi educativi, le informazioni e le esercitazioni pratiche sulla promozione della sicurezza hanno migliorato la comprensione tra i bambini e tutta la rete sociale scolastica. L’infermiere scolastico ha infatti fornito sostegno emotivo e pratico alle famiglie ed ai docenti degli studenti affetti da diabete mellito, migliorando così la qualità delle relazioni nel complesso delle reti sociali scolastiche (Best et al., 2021; McCollum & O’Grady, 2019; Mourão et al., 2023; Sahun, Camara, Gething, Shenck, Gane & Tse, 2020; Wilt, 2022).
Analizzando complessivamente i dati dello studio emerge che l’efficacia delle strategie di educazione terapeutica (Best et al., 2021; Geria et al., 2018; Mourão et al., 2023; Nombela-Franco et al., 2023; Wilt, 2021; Wilt, 2022) e di promozione del self-care (McCollum et al., 2019; Nombela-Franco et al., 2023; Sahun et al., 2020; Wilt, 2021; Wilt, 2022) fornite da infermieri scolastici implementino con outcome positivi la promozione della salute (Best et al., 2021; Geria et al., 2018; Mourão et al., 2023; Wilt, 2021) e la qualità di vita in merito a socializzazione (Mourão et al., 2023) ed al rendimento scolastico (Best et al., 2021).
La figura dell’infermiere scolastico si rivela essere di cruciale importanza non solo per i bambini e gli adolescenti affetti da diabete mellito, ma anche per i loro genitori, i compagni di classe e il personale scolastico (Best et al., 2021; Mourão et al., 2023; Nombela-Franco et al., 2023; Wilt, 2021; Wilt, 2022). Infatti, il suo ruolo non si limita alla gestione diretta della patologia, ma si estende alla promozione della consapevolezza, all’assistenza emotiva e alla creazione di un ambiente scolastico favorevole. (Geria et al., 2018; Mourão et al., 2023; Nombela-Franco et al., 2023;).
LIMITI
Il limite riscontrato nell’esecuzione del lavoro è stato in primo luogo, il riscontro di studi e risultati complessivi non effettuati in un contesto italiano. Sarebbe quindi importante implementare e coinvolgere gli infermieri all’interno delle organizzazioni scolastiche italiane, per fornire educazione terapeutica agli studenti fin dalla giovane età, promuovendo uno stile di vita sano attraverso programmi educativi dedicati all’alimentazione ed all’attività fisica.
La presenza degli infermieri nelle scuole potrebbe essere fondamentale per gestire emergenze sanitarie e fornire supporto ai bambini con patologie croniche attraverso piani di assistenza individualizzati, assicurando così un percorso di studio ottimale. Questa revisione ha incluso studi che variano in termini di qualità metodologica, influenzando la solidità complessiva delle conclusioni e dove in ambito estero si riscontra un ruolo infermieristico nelle scuole già consolidato.




BIBLIOGRAFIA
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