05 Giu L’apprendimento autodiretto come metodologia per incrementare i livelli di empowerment degli studenti di infermieristica: una scoping review
Self-directed Learning as a method for improving Nursing Students’ Empowerment: a scoping review

ABSTRACT
Introduzione
L’empowerment si può definire come il processo di riconoscimento, promozione e potenziamento delle abilità individuali per rispondere ai propri bisogni (anche quelli di apprendimento) e mobilizzare le risorse necessarie per esercitarne il controllo all’interno della propria vita. Nella formazione infermieristica, numerosi approcci sono stati esplorati per migliorare l’apprendimento pur restando la didattica tradizionale l’approccio più diffuso. L’apprendimento autodiretto, definito come un processo in cui lo studente assume l’iniziativa di apprendere autonomamente, rappresenta una competenza essenziale per lo sviluppo professionale. Studi in letteratura hanno esplorato il concetto di empowerment in relazione ai comportamenti adottati nell’ambiente di apprendimento clinico; pochi però quelli che hanno indagato la correlazione tra l’apprendimento autodiretto e l’empowerment.
Obiettivo
Esplorare gli effetti dell’apprendimento autodiretto sull’empowerment degli studenti di infermieristica.
Metodi
È stata condotta una scoping review consultando le banche dati: PubMed, Web of Science, Scopus e CINAHL. I criteri di inclusione sono stati studi primari, pubblicati dal 2019-2024 con disponibilità del testo completo. Sono stati identificati 171 articoli, di questi 60 sottoposti a screening per titolo e abstract. Inclusi infine 8 articoli.
Risultati
Gli studi mostrano come l’apprendimento autodiretto impatti positivamente su: motivazione, autoefficacia, capacità di problem solving, pensiero critico, fiducia e valori professionali-etici degli studenti. La motivazione ha mostrato un impatto significativo sulla capacità di autoapprendimento. Alcuni studi hanno rivelato differenze statisticamente significative per le variabili genere e Paese nell’abilità di apprendimento autodiretto.
Conclusione
La relazione tra apprendimento autodiretto e l’empowerment tra gli studenti d’infermieristica è stata oggetto di limitate indagini. La comprensione dei suoi effetti positivi può contribuire ad aumentare l’empowerment, migliorandone le competenze e consentendo di ottenere successi sia accademici che professionali, oltre che ad aumentarne la motivazione e favorire la capacità di soddisfare autonomamente le proprie esigenze formative.
Parole chiave
Apprendimento autodiretto, motivazione, empowerment.
ABSTRACT
Introduction
Empowerment is a process of recognizing, promoting, and enhancing individual skills to meet their own needs (including learning ones) and mobilize resources to feeling control over their own lives. In nursing education, different approaches have been explored to improve learning, but traditional teaching remaines the most common approach. Self-directed learning, defined as a process in which students take the initiative to learn independently, represents an essential skill for professional development. Previous studies have explored the concept of empowerment in the clinical learning environment; however, few studies have investigated the correlation between self-directed learning and empowerment.
Aim
To explore if self-directed learning enhances nursing students’ empowerment;
Methods
The scoping review was conducted via PubMed, Web of Science, Scopus, and CINAHL. The inclusion criteria were primary studies, published from 2019 to 2024, and available in full-text. A total of 171 articles were identified, among these 60 were screened for title and abstract. Finally, a total of 8 articles were included.
Results
The studies included explore the impact of self-directed learning on nursing students, revealing positive effects on motivation, self-efficacy, problem-solving ability, critical thinking, confidence, and nursing professional values. Motivation has a strong relation with self-directed learning abilities. Finally, some studies show a statistically significant differences for gender and country over self-directed learning.
Conclusion
The relationship between self-directed learning and empowerment among nursing students has been poorly investigated. Understanding its positive effects can contribute to increasing empowerment, enhancing skills and academic and professional success, as well as motivation, and fostering the ability to meet their own educational needs.
Key words
Self-directed learning, motivation, empowerment.
INTRODUZIONE
Gli infermieri rappresentano il gruppo più numeroso di professionisti della salute, 27.9 milioni nel mondo secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e quello con le potenzialità maggiori per influenzare la salute della popolazione (World Health Organization, 2020). Tuttavia, l’OMS stima una carenza di personale sanitario di 7,2 milioni a livello globale, con una domanda di personale infermieristico che raggiungerà, entro il 2035, i 12.9 milioni (Adams, Ryan and Wood, 2021). Negli ultimi anni, in Italia, si sta osservando una riduzione del numero di laureati in Infermieristica che rischia di esacerbare la carenza di personale in futuro (OECD, 2021) ed una diminuzione del tasso di iscrizioni ai corsi di Laurea in Infermieristica a fronte di un aumento dei posti a bando (Mastrillo, 2023). Attualmente, in Europa, suscita crescente preoccupazione tra le organizzazioni sanitarie l’aumento del numero di infermieri che manifestano l’intenzione di abbandonare la professione. Un recente studio condotto in 10 paesi europei ha riportato che uno studente di infermieristica su quattro ha dichiarato la volontà di abbandonare la carriera ancora prima di aver completato il proprio percorso formativo (Kajander-Unkuri et al., 2021). L’abbandono della professione è un processo complesso caratterizzato da una serie di fasi che comprendono elementi psicologici, cognitivi e comportamentali, i quali influenzano l’intenzione di un dipendente di lasciare volontariamente la propria professione. Sono stati individuati dalla letteratura diversi fattori correlati all’intenzione degli infermieri neo-laureati di abbandonare la professione. Tra questi emergono: il contrasto tra le aspettative e la realtà della pratica quotidiana, ed un’insoddisfazione per l’ambiente lavorativo (Nantsupawat et al., 2017; Sasso et al., 2019). Un ambiente lavorativo che agevola l’evoluzione delle carriere, promuove lo sviluppo professionale e instaura un clima di fiducia nell’istituzione e nei suoi leader mostra una correlazione positiva con l’efficacia professionale e l’empowerment dei professionisti (Bobbio and Manganelli, 2015; Leone et al., 2015; Li et al., 2018).

L’empowerment è un costrutto estremamente complesso e sfaccettato, difficile da definire in modo univoco, poiché assume varie forme in base al contesto in cui viene esaminato. Nel campo della promozione della salute, l’empowerment può essere definito come un processo di scoperta e sviluppo della propria capacità intrinseca di assumere la responsabilità della propria vita (Funnell et al., 1991). Dello stesso anno, un’altra definizione di empowerment che si può adattare al contesto dell’apprendimento sottolinea come questo sia il processo di riconoscimento, promozione e potenziamento delle abilità individuali per rispondere ai propri bisogni (e quindi anche quelli di apprendimento) e mobilizzare le risorse necessarie per esercitarne il controllo all’interno della propria vita (Gibson, 1991). Dal punto di vista organizzativo, l’empowerment si riferisce alla capacità degli individui di esercitare un’influenza significativa sul proprio lavoro e di assumersi la responsabilità personale per migliorare i processi lavorativi, contribuendo in tal modo al raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione. Spence Laschinger et al. (2010) propongono un modello di empowerment infermiere/paziente concepito come un orientamento per promuovere la creazione di un contesto che permetta di erogare un’assistenza infermieristica di qualità, garantendo nel contempo risultati positivi sia per gli infermieri sia per i pazienti. Questo modello integra la teoria dell’empowerment strutturale di Rosabeth Kanter (1993) e quella di empowerment psicologico di Spreitzer G. M. (1995). L’empowerment strutturale si riferisce all’esistenza di strutture sociali sul posto di lavoro che permettono agli individui di raggiungere i propri obiettivi lavorativi attraverso l’accesso a opportunità, informazioni pertinenti, supporto e risorse (Kanter, 1993; Sarmiento, Spence Laschinger and Iwasiw, 2004). I determinanti strutturali possono essere modificati dai leader organizzativi. Traslando quest’ultimo concetto nell’ambito della formazione infermieristica, i docenti universitari e i tutor sono responsabili di promuovere cambiamenti mirati a creare condizioni di apprendimento favorevoli (Moore and Ward, 2017). L’empowerment psicologico si riferisce invece a uno stato motivazionale che comprende quattro funzioni cognitive fondamentali: la significatività, l’abilità, l’autodeterminazione e l’influenza (Thomas and Velthouse, 1990; G. M. Spreitzer, 1995). In questo ambito, i formatori possono promuovere negli studenti la consapevolezza di loro stessi, abilità, autodeterminazione e l’influenza percepita derivante dal loro impegno.
Negli ultimi anni, numerosi approcci educativi sono stati esplorati nell’ambito della formazione infermieristica al fine di migliorare l’apprendimento degli studenti d’infermieristica anche se la didattica tradizionale, quale la lezione frontale, risulta essere ancora l’approccio più diffuso (Du et al., 2022). Ricerche recenti hanno evidenziato le promettenti prospettive di strategie di apprendimento attive nell’ambito della formazione infermieristica come la simulazione ad elevata fedeltà. Tale approccio si è rivelato efficace nel favorire lo sviluppo di conoscenze e competenze, nonché nel potenziare l’efficienza e la persistenza dell’apprendimento (Tong et al., 2022). Ancora, l’insegnamento tra pari si è dimostrato efficace nel sviluppare l’abilità tecnica nell’ambito della formazione dei professionisti sanitari (Zhang et al., 2022). Inoltre, la metodologia del Problem Based Learning ha mostrato una maggiore efficacia rispetto alla metodologia tradizionale nel migliorare le capacità comunicative e di problem-solving (Trullàs et al., 2022).
L’apprendimento autodiretto (AAD), in inglese Self-Directed Learning, riveste un ruolo fondamentale nell’ambito della formazione infermieristica, rappresentando una competenza essenziale per il continuo sviluppo professionale (Wong, Tang and Cheng, 2021). Inoltre, l’AAD è una componente importante nel promuovere l’apprendimento individuale al fine di fornire un’assistenza efficace e di qualità (Smedley, 2016). L’AAD si configura come un processo in cui l’individuo assume l’iniziativa di apprendere autonomamente e senza assistenza esterna, riconosce i propri bisogni formativi e definisce degli obiettivi personali, riconosce le risorse necessarie, attua strategie di apprendimento adeguate e valuta i risultati ottenuti (Knowles, Holton III and Swanson, 2008). Tale metodologia, favorisce l’organizzazione dell’apprendimento, il trasferimento delle conoscenze in contesti diversi, nonché la capacità di risolvere i problemi e l’interesse nell’apprendimento (Tekkol and Demirel, 2018). Inoltre, l’AAD riveste un ruolo cruciale nel motivare gli studenti attraverso una comprensione approfondita dei propri bisogni formativi e la ricerca attiva di nuove opportunità di apprendimento (Tekkol and Demirel, 2018). Una revisione della letteratura condotta da Al-Niarat and Abumoghli (2019), sui fattori che influenzano l’empowerment negli studenti di infermieristica, ha evidenziato che le competenze di questi studenti possono contribuire significativamente alla soddisfazione dei propri bisogni formativi, trasformandoli in professionisti competenti e autonomi, il cui apprendimento perdura nel tempo e che in futuro dimostreranno un maggiore livello di empowerment. Diversi studi presenti in letteratura hanno esplorato il concetto di empowerment in relazione ai comportamenti adottati nell’ambiente di apprendimento clinico. La maggior parte delle ricerche indica una correlazione tra l’empowerment e le competenze professionali, le abilità, la motivazione e la fiducia. Tuttavia, in letteratura sono ancora pochi gli studi che abbiano indagato la correlazione tra l’apprendimento autodiretto e l’empowerment degli studenti di infermieristica.
OBIETTIVO
Lo scopo di questa revisione è esplorare se l’apprendimento autodiretto possa contribuire a ridurre il divario tra le aspettative degli studenti e le conoscenze acquisite, generando in loro un maggior senso di empowerment nell’esercizio delle competenze cliniche.
MATERIALI E METODI
Per rispondere al quesito di ricerca, è stata condotta una scoping review. Sono state interrogate le principali banche dati, tra cui PubMed, Web of Science, Scopus e CINAHL. La stringa di ricerca è stata formulata utilizzando una combinazione di parole chiave e termini MeSH ((Per la tabella 1 consultare il sito: www.italianjournalofnursing.it): “nursing student”, “self-directed learning”, “empowerment”, “motivation”, “self-efficacy”, “self-determination”. Il quesito di ricerca è stato formulato seguendo il metodo PIO, con la popolazione di interesse costituita dagli studenti di infermieristica, l’intervento focalizzato sulla metodologia di apprendimento autodiretto, e gli outcome esplorati riguardanti gli esiti dell’apprendimento degli studenti come l’empowerment, l’autoefficacia, l’autodeterminazione e la motivazione.
I criteri di inclusione sono stati: a) studi pubblicati dal 2019-2024; b) studi primari; c) disponibilità del testo completo. Il processo di selezione degli articoli è stato guidato dalle linee guida PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Anlyses). Dalla ricerca bibliografica sono stati identificati 171 articoli.
Dopo la rimozione dei duplicati, 60 articoli sono stati sottoposti a screening per titolo e abstract. Infine, sono stati valutati per l’eleggibilità mediante lettura del testo nella versione integrale 15 articoli. Di questi, 6 ne sono stati esclusi secondo i motivi riportati all’interno del diagramma di flusso PRISMA (Figura 1). Al termine, 9 articoli sono stati ritenuti rilevanti e quindi inclusi nella revisione. La tabella 1 sintetizza gli obiettivi e i risultati principali conseguiti negli studi inclusi.
RISULTATI
Gli studi inclusi nella revisione hanno evidenziato come l’AAD impatti positivamente su: motivazione, autoefficacia, capacità di problem solving, pensiero critico, fiducia e valori professionali-etici (es. prendersi cura, fiducia, giustizia) degli studenti. La tipologia di studio di tutti gli articoli era di natura quantitativa con disegni di studio differenti. Tra questi 7 studi sono stati condotti nel continente asiatico, uno in Europa e uno in Turchia.
Lo studio condotto da Moon Mi Young (2023) si poneva l’obiettivo di indagare la soddisfazione rispetto alle lezioni erogate online, l’interazione tra professori e studenti, la motivazione all’AAD e gli effetti di questi sull’abilità di AAD. Il campione era composto da 194 studenti d’infermieristica che avevano preso parte sia a lezioni online che in presenza completando il programma di apprendimento misto per almeno un semestre. La soddisfazione in merito all’erogazione delle lezioni online, l’interazione tra professore/studenti e la motivazione all’AAD sono stati valutati con questionari strutturati ad hoc; per esplorare l’abilità di apprendimento autodiretto è stata utilizzata la scala Self-Directed Learning Ability (SDLA). Dalle analisi correlazionali è emerso che la soddisfazione in merito alle lezioni online era correlata positivamente e significativamente con l’interazione professore/studente, la motivazione e l’abilità di AAD. L’interazione professore/studente ha mostrato una correlazione positiva e statisticamente significativa con la motivazione e l’abilità di AAD. La motivazione all’AAD ha mostrato una correlazione positiva con le abilità di AAD. Inoltre, analizzando le capacità di AAD, è emerso che la motivazione è in grado di spiegare circa il 75% di questa abilità.
Nello studio di Salah Dogham et al. (2022), l’obiettivo era quello di dimostrare l’esistenza di una relazione tra la propensione all’AAD e l’autoefficacia nel processo di apprendimento online. Lo studio, di tipo correlazionale-descrittivo, ha riguardato un campione di 282 studenti. I dati sono stati raccolti tramite un unico strumento che comprendeva: caratteristiche socio-demografiche, la Self-Directed Learning Readiness Scale (SDLRS) e la Online Learning Self-Efficacy Scale (OLSES). I risultati hanno evidenziato che vi era una correlazione positiva e statisticamente significativa tra la propensione all’AAD e l’autoefficacia nel processo di apprendimento online. Questa relazione significativa dimostra come l’autoefficacia risulti una componente essenziale per la propensione all’AAD.
Grande et al. (2022) hanno condotto uno studio trasversale su un campione di 1187 studenti di tre università in tre Paesi differenti con l’obiettivo di indagare la correlazione tra la propensione all’AAD e la motivazione accademica valutata nei suoi tre domini (amotivazione, motivazione intrinseca, motivazione estrinseca).
Sono stati somministrati i seguenti strumenti: Academic Motivation Scale College Version (AMS-C 28) e la Self-Directed Learning Readiness Scale for Nursing Education (SDLRSNE). Dalle analisi statistiche è emerso che la propensione all’AAD era influenzata da tutte e tre le componenti della motivazione e che variabili come il Paese di residenza, il genere e la motivazione intrinseca erano fattori predittivi della propensione all’AAD. Inoltre, gli studenti delle Filippine e della Tailandia sono risultati maggiormente propensi all’apprendimento autodiretto rispetto agli studenti dell’Arabia Saudita. Vi è anche una differenza legata al genere: gli studenti di genere maschile hanno dimostrato minor propensione rispetto al genere femminile. Infine, possedere buone capacità di apprendimento autodiretto e mostrarsi proattivi in questa abilità risultava correlato a livelli più alti di motivazione intrinseca.
Arizo-Luque et al. (2022) hanno esplorato l’associazione tra l’AAD e l’apprendimento basato sulla simulazione. Lo studio aveva l’obiettivo di valutare la capacità di pensiero critico e la motivazione all’apprendimento prima e dopo un programma di formazione auto-diretta basata sulla simulazione tra studenti. Il campione era composto da 77 partecipanti. Per la raccolta dati sono stati utilizzati due strumenti: il questionario Motivated Strategies for Learning Questionnaire (MSLQ-44) per valutare la motivazione all’apprendimento e il questionario Nursing Critical Thinking in Practice Questionnaire (N-CT-4) per il pensiero critico. I risultati hanno mostrano un aumento statisticamente significativo in tutte le dimensioni del questionario N-CT-4 (caratteristiche personali, abilità intellettuali, abilità interpersonali e tecniche) e nelle dimensioni dell’autoefficacia e delle strategie cognitive del MSLQ-44.
Un aumento dei livelli di autoefficacia è stato riscontrato anche nello studio di Yao Jhonny J. (2021). L’obiettivo di questo studio era quello di esplorare la relazione tra la propensione all’apprendimento autodiretto, la capacità di problem-solving e l’autoefficacia accademica su un campione di 170 partecipanti. Per la raccolta dati l’autore si è servito dei seguenti strumenti: la SDLRS, la Problem-solving Inventory (PSI) e Academic Self-Efficacy Scale. Per quanto riguarda la scala PSI, punteggi più bassi indicano livelli più elevati di capacità di problem-solving. Le analisi correlazionali hanno evidenziato un’associazione indiretta statisticamente significativa tra SDLR e le capacità di problem-solving e un’associazione diretta anch’essa significativa tra SDLR e autoefficacia accademica.
Aktas D. e Sancar B. (2021) hanno condotto uno studio con l’obiettivo di indagare la relazione tra la motivazione e la capacità di AAD su un campione di 800 studenti di infermieristica. La raccolta dati è avvenuta tramite somministrazione della scala Motivation Sources and Problems Scale (MSPS) e la Self-Directed Learning Skills Scale (SDLSS). L’analisi correlazione ha mostrato un’associazione positiva significativa tra SDLSS e tutti i domini della scala MSPS (motivazione intrinseca, estrinseca, negativa).
Lo studio di Lee S., et al. (2020) è stato condotto con lo scopo di esplorare l’associazione tra AAD e valori professionali-etici su un campione di 800 studenti di infermieristica. Gli strumenti utilizzati nello studio includevano la Self-Rating Scale of Self-Directed Learning (SRSSDL) per valutare i livelli di auto direzionalità e la Nurses Professional Values Scale-Revised (NPSV-R) per misurare i valori professionali-etici. L’analisi ha evidenziato che la soddisfazione accademica e l’AAD hanno effetti positivi sui valori professionali dell’infermieristica. Inoltre, è emerso che il genere maschile è associato in maniera statisticamente significativa a livelli più alti di AAD rispetto al genere femminile.
Adib M. et al. (2019) hanno condotto uno studio descrittivo-correlazionale su un campione di 305 studenti di infermieristica e ostetricia con l’obiettivo di indagare la relazione tra l’AAD e la motivazione accademica. Gli strumenti utilizzati per l’analisi sono stati: la SRSSDL e Academic Motivation Scale (AMS). Dalle analisi è emersa una relazione positiva e statisticamente significativa tra l’AAD e la motivazione accademica. Dati gli item della scala AMS, che prevedono una valutazione della componente intrinseca ed estrinseca alla motivazione, gli autori hanno riportato che la componente estrinseca fosse maggiore rispetto a quella intrinseca anche se la differenza era lieve.

DISCUSSIONI
Diversi autori hanno condotto studi con l’obiettivo di valutare i livelli di AAD utilizzando strumenti validi e affidabili. Tra gli strumenti più impiegati figura la Self-Rating Scale of Self-directed Learning (SRSSDL), la quale è stata anche validata nel contesto italiano (Cadorin et al., 2012). In Italia, uno studio ha esaminato i livelli di AAD tra gli infermieri e studenti di infermieristica. Gli studenti italiani di infermieristica sembrano presentare elevati livelli di competenza nell’AAD. Un altro studio che ha coinvolto esclusivamente studenti, ha mappato utilizzando lo stesso strumento i livelli di AAD in 6 Paesi europei (Visiers-Jiménez et al., 2022). Da questo studio è emerso che tutti gli studenti dei Paesi coinvolti mostravano alti livelli di AAD. Tuttavia, Italia e Spagna si sono rivelati quelli con i punteggi maggiori. Negli altri studi inclusi, che hanno utilizzato lo stesso strumento per valutare i livelli di AAD, è emerso che anche gli studenti iraniani presentavano elevate competenze di AAD (Adib et al., 2019b). Gli studenti della Corea del Sud, invece, mostravano livelli moderati (Lee, Kim and Chae, 2020). Lo studio di Grande et al. (2022) ha evidenziato come la variabile Paese sia predittiva rispetto la propensione all’AAD. Nello specifico, gli studenti delle Filippine e della Tailandia sono più predisposti all’AAD rispetto a quelli dell’Arabia Saudita. Inoltre, da questo studio è emerso che anche la variabile genere risulta un fattore predittivo: gli studenti di genere maschile sono meno propensi rispetto a quelli di genere femminile. In linea con quanto emerso, nello studio di Cadorin et al., (2012) la popolazione femminile mostrava punteggi più elevati nella scala SRSSDL rispetto ai loro colleghi maschi, risultato che è coerente con la letteratura. Il genere femminile infatti, è stato associato a uno sviluppo significativo di AAD (Slater, Cusick and Louie, 2017; Nazarianpirdosti et al., 2021). Le donne mostrano maggiore consapevolezza cognitiva, una migliore motivazione all’apprendimento, una gestione del tempo più efficace e un’impostazione autodiretta verso l’apprendimento (Slater, Cusick and Louie, 2017). Al contrario, nello studio di Lee, Kim and Chae (2020) gli studenti di genere maschile presentavano punteggio più elevati di AAD.
L’integrazione di diverse metodologie, come il Problem-Based Learning (PBL) e l’apprendimento basato sulla simulazione (Simulation-Based Learning – SBL), potrebbe favorire l’empowerment degli studenti di infermieristica. In Spagna, ad esempio, gli studenti di infermieristica apprendono con la metodologia MAES (Metodologia de Autoaprendizaje en Entornos Simulados -MAES). Quest’ultima si caratterizza per una sinergia tra diverse metodologie attive di apprendimento, quali il PBL, SBL, educazione tra pari e l’apprendimento autodiretto. Attraverso la metodologia MAES, gli studenti sono guidati da una motivazione intrinseca e godono di maggiore autonomia nel processo di acquisizione delle proprie competenze (Agea et al., 2019). Si è dimostrato che questa metodologia migliora il pensiero critico, la motivazione e l’autoefficacia degli studenti di infermieristica (Arizo-Luque et al., 2022).
La motivazione, componente fondamentale del comportamento umano e dell’apprendimento, spiega le ragioni che sottostanno ad un determinato comportamento (Hosseini, Rafiemanesh and Bahrami, 2022). La motivazione può essere divisa in tre componenti: l’intrinseca si riferisce al desiderio dell’individuo di attuare un comportamento per la gratificazione personale che ne consegue; l’estrinseca contempla una gratificazione che deriva dall’ambiente circostante o da altre persone; l’amotivazione nasce quando l’individuo sostiene che il suo comportamento non sia influenzabile da fattori da lui controllabili (Aktas and Sancar, 2021). La motivazione risulta associata all’AAD, nello specifico, la componente intrinseca (Aktas and Sancar, 2021; Grande et al., 2022). In generale, gli studenti che presentano una forte motivazione mostrano elevati livelli di AAD (Adib et al., 2019a; Moon, 2023), infatti, un autore sostiene che questa sia in grado di spiegare circa il 74.5% dell’abilità di AAD.
L’AAD è un fenomeno influenzato da diversi fattori ancora poco esplorati. Per sviluppare e implementare interventi volti a potenziare o sostenere questa abilità, sono necessarie ulteriori ricerche in questo ambito valutando nuove metodologie didattiche al fine di potenziare la motivazione degli studenti nei confronti dell’apprendimento. La relazione tra l’AAD e l’empowerment degli studenti di infermieristica è stata finora oggetto di limitate indagini. Tuttavia, i risultati della letteratura incoraggiano l’approfondimento di tale relazione, poiché l’AAD influenza positivamente la motivazione, autoefficacia, capacità di problem solving, pensiero critico, fiducia e valori professionali-etici. Questi effetti positivi possono contribuire ad aumentare l’empowerment degli studenti di infermieristica, migliorandone le competenze e consentendo loro di ottenere successi sia accademici che professionali, oltre che a favorire la capacità di soddisfare autonomamente le proprie esigenze formative.
LIMITI DELLO STUDIO
La revisione presenta alcuni limiti tra questi il fatto che la maggior parte degli studi siano stati condotti prevalentemente nel continente asiatico. Inoltre, l’eterogeneità dei curricula accademici rende difficoltosa la comparazione dei risultati. La scelta di includere studi degli ultimi 5 anni riflette una metodologia didattica fortemente influenzata dagli eventi pandemici. Un altro limite è legato alla definizione di apprendimento autodiretto che non sempre viene interpretata in maniera univoca. Infine, per la strutturazione della stringa di ricerca si è reso necessario l’utilizzo di sinonimi di empowerment in quanto non presenti in letteratura studi che confrontassero direttamente tale costrutto con l’AAD.
CONCLUSIONI
L’AAD è un elemento essenziale per il continuo sviluppo personale e professionale. Le evidenze emerse dalla revisione mostrano gli effetti positivi dell’apprendimento autodiretto sulla motivazione, autoefficacia, capacità di problem solving, pensiero critico, fiducia e valori professionali-etici. Pertanto, è essenziale che i formatori dei Corsi di Laurea in Infermieristica incoraggino e sostengano attivamente l’AAD. Una strategia didattica efficace dovrebbe favorire l’autonomia nell’apprendimento degli studenti, consentendo loro di sviluppare le proprie competenze attraverso approcci individuali o collaborativi come il Problem-Based Learning e la simulazione. L’apprendimento autodiretto permette agli studenti di evolversi in professionisti costantemente aggiornati, capaci di identificare e affrontare autonomamente le proprie esigenze formative, contribuendo così a consolidare il loro senso di responsabilità e competenza professionale.
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